Musica Classica on line - Notizie, eventi, biografie, musica & video sulla rete.

Musica Classica e opera di Classissima

Joseph Haydn

domenica 26 giugno 2016


Wanderer's Blog

22 gennaio

Uto Ughi a Torino per l’Unione Musicale

WandererUto Ughi Uto Ughi ha compiuto 72 anni. Festeggiato in anticipo (con tanto di Happy Birthday) all’Auditorium Toscanini di Torino dove ha tenuto un concerto per l’Unione Musicale, che quest’anno compie 70 anni. Ughi non poteva certo mancare in questa Stagione concertistica in cui la gloriosa Istituzione musicale ha messo insieme gli interpreti più prestigiosi. Ughi avrà tenuto almeno 50 concerti in più di 40 anni di costante collaborazione. È tornato con i Filarmonici di Roma che lo seguono fedelmente con un programma di notevolissimo impegno: la Ciaccona di Tommaso Antonio Vitali, il Concerto KV519 di Mozart e il Quarto Concerto di Paganini. La Sinfonia n.49 di Haydn ha aperto la serata. Inoltre quei bis che il pubblico attende e che il Maestro concede generosamente: La ridda dei folletti di Bazzini (che è una sua costante), Oblivion di Piazzolla e, dietro insistenze del pubblico, un Tema di Paganini con Variazioni. Uto Ughi suona Oblivion Che dire? Uto Ughi è un mito vivente, il pubblico lo ama e il Maestro ama il suo pubblico. Altre parole sono superflue. Auguri ancora, Maestro!!!

Musica lirica - Liquida

8 giugno

La Fondazione Haydn presenta Amore e Crudeltà

BOLZANO, a8 GIU - "Love and other Cruelties", "Amore e altre crudeltà", è il titolo che il direttore artistico Matthias Losek ha dato alla nuova stagione d'Opera regionale organizzata dalla Fondazione Haydn di Bolzano e Trento. Quattro opere di autori contemporanei, tre delle quali in prima rappresentazione assoluta italiana e un capolavoro di Mozart illustreranno da ottobre 2016 a maggio 2017,...






Wanderer's Blog

2 dicembre

Il Quartetto Noûs a Torino per l’Unione Musicale

Il Quartetto Noûs Bellissimo concerto al Teatro Vittoria con una formazione cameristica eccellente: il Quartetto Noûs. Nata nel 2011 al Conservatorio di Lugano in quattro anni ha raggiunto già traguardi notevoli vincendo premi tra cui il “Piero Farulli” e l'”Arthur Rubinstein-Una vita per la musica”. Ha un repertorio vasto che spazia da Haydn fino ai contemporanei. Per il concerto torinese è stata operata una scelta con brani che apparentemente distanti (Puccini: Crisantemi, Beethoven: Op.18 n.6, Dvorák: op.51) avevano un filo conduttore: la vena elegiaca. Il brano di Puccini è già definito “elegia” dall’Autore, il Quartetto beethoveniano ha la famosa “La Malinconia” prima sezione dell’ultimo movimento, quello dvorakiano ha la Dumka-Elegia come secondo movimento (senza contare che il terzo è una Romanza altrettanto elegiaca). Scelta finissima quindi che denota già l’intelligenza interpretativa di una formazione che si è chiamata νούς termine greco che significa mente, razionalità. Esecuzioni a dir poco perfette, con una fusione tale da far pensare a un unico interprete. Un bis generoso (il Quartettsatz di Schubert) ha concluso la serata che avrebbe meritato un pubblico più numeroso e tale sarebbe stato di certo se non ci fosse stata la concorrenza della London Symphony al Lingotto e di una inedita Italia-Gemania musicale al Conservatorio per la OFT (già, la famosa “offerta musicale” torinese che impone troppo spesso scelte e dolorose rinunce). Quartetto Noûs

Alberto - Musica classica ieri e oggi

19 novembre

«Karajan Gold», ossia quando rimasterizzare non serve

Nel 1993, ossia a distanza di quattro anni dalla scomparsa di Karajan e a tredici anni dalla sua prima registrazione digitale, la Deutsche Grammophon decise di rimpiazzare alcuni degli ultimi dischi di Karajan con nuove edizioni rimasterizzate con l’innovativo procedimento Original-Image Bit-Processing che prometteva, e promette tuttoggi, “il recupero dello spettro acustico originale” anche dalle vecchie registrazioni digitali. Le nuova serie, denominata Karajan Gold è in buona parte ancora in commercio in formato CD, e include nuovi libretti con attraenti finiture argentate, all’interno dei quali sono presenti delle note che spiegano le ragioni dell’operazione; in particolare si legge: “Tutti coloro che hanno preso parte a questo progetto hanno agito nella certezza di corrispondere ai desideri del grande maestro”. Sulla carta questo progetto sembrerebbe ottimo: ottenere il meglio dalle ultime registrazioni digitali del celebre direttore austriaco, utilizzando gli strumenti e i procedimenti più moderni (siamo nel 1993) per trasferire i nastri digitali, dei quali tuttora ignoro le caratteristiche tecniche, su CD. Va ovviamente tenuto presente anche il livello tecnologico dell’epoca; tanto per avere una vaga idea, nel 1993 un hard disk da un gigabyte non si poteva comprare senza il libretto degli assegni. Si trattava, in ogni caso, di una manifestazione di rispetto nei confronti dell’ultima eredità artistica e tecnologica di Karajan. Uomo attento al progresso della tecnica, egli pretese l’uso del registratore digitale fin dal 1980, ben due anni prima della commercializzazione del compact disc (17 agosto 1982). Molte delle registrazioni rimasterizzate risalgono a questo primo periodo: Brahms: Violinkonzert – Doppelkonzert (439 007-2 ) Grieg: Peer Gynt Suites – Holberg Suite (439 010-2 ) Holst: The Planets (439 011-2 ) Mozart: Große Messe c-Moll (439 012-2 ) Saint-Saens: Symphony No. 3 “Organ” (439 014-2 ) Schumann & Grieg: Piano Concertos (439 015-2 ) Strauss: Eine Alpensinfonie (439 017-2 ) Shostakovich: Symphonie No. 10 (439 036-2 ) Haydn: Symphonien Nos. 94 & 101 (439 038-2 ) Strauss: Tod und Verklärung (439 039-2 ) All’ascolto di questi nuovi dischi, però, può capitare di notare un suono poco naturale, talvolta leggermente distorto, specialmente nei picchi; prendendo ad esempio il disco dei Quadri di Mussorgsky registrato nel 1986 (439 013-2 ), La Grande porta di Kiev presenta un livello apprezzabile di distorsione e la grancassa troppo in evidenza. L’esame della traccia audio conferma che l’audio raggiunge spesso il massimo livello di uscita, e la dinamica risulta decisamente compressa, in particolare nel finale. Lo stesso difetto è presente anche qua e là nelle altre tracce del disco. Esaminando anche gli altri CD della serie emerge che la stessa caratteristica, in verità molto diffusa nei dischi di musica pop, è presente in tutti quanti, seppure in misure diverse. Per capire se il problema è da imputarsi alle registrazioni originali o alle rimasterizzazioni Original-Image Bit-Processing, occorre recuperare i dischi pubblicati prima del 1993 e confrontare l’audio originale con quello rimasterizzato. Com’è intuibile dal titolo dell’articolo, negli originali la dinamica non risulta compressa in modo evidente; il segnale raggiunge molto raramente il livello massimo, e quando capita, è per periodi brevissimi, come giusto. In termini assoluti bisogna dire che spesso la dinamica dei dischi rimasterizzati risulta leggermente più ampia, ma probabilmente è proprio questa eccessiva estensione che ha portato ad esaurire i 16 bit del CD, provocando un effetto collaterale, la distorsione, peggiore di una lieve compressione quasi sicuramente adottata in fase di prima masterizzazione. A volte il sonoro rimasterizzato appare anche leggermente più pulito, con rumore di fondo lievemente ridotto e con i toni bassi accentuati. Comparazione delle forme d’onda della Alpensinfonie: 400 039-2 (a sinistra) e 439 017-2 (a destra) Tra le rimasterizzazioni meglio riuscite troviamo sicuramente il Requiem di Mozart (439 023-2 ) e anche le sinfonie di Beethoven (439 001/6-2 o 439 200-2 ) nonostante personalmente preferisca il suono originale; al contrario, il disco di Mussorgsky già citato (439 013-2 ) è tra i peggiori. Un caso a parte è la Sinfonia delle Alpi di Richard Strauss, che pure ascoltabilissima in versione rimasterizzata (439 017-2 ), risulta molto diversa dalla versione originale (400 039-2) che fu sicuramente approvata dall’allora settantaquattrenne Karajan. In particolare, nella rimasterizzazione manca completamente il “vento” (la macchina del vento fa parte dell’organico prescritto dal compositore); viene da pensare che possa essere stato montato in postproduzione nella vecchia edizione, e poi omesso, non si capisce se volutamente o meno, nella nuova rimasterizzazione. Trovare i CD originali, pubblicati per la precisione tra il 1982 e il 1989 e riconoscibili dalle copertine prive di finiture argentate e del marchio Karajan Gold, può non essere semplice perché bisogna necessariamente ricorrere al mercato dell’usato, ma a volte può capitare di trovarne in buono stato per pochi spicci. A questo proposito posso consigliare i venditori Momox su Amazon.fr e Medimops su Amazon.de . In definitiva ritengo che non ci fosse alcun bisogno di rimaneggiare le registrazioni digitali di Karajan a metà degli anni novanta. Nulla avrebbe vietato alla Deutsche Grammophon di proporre comunque un’edizione speciale, arricchita di qualsivoglia contenuto extra. Una seria operazione di rimasterizzazione avrebbe certamente più senso oggi, anche se i margini di intervento sulle registrazioni numeriche restano comunque abbastanza limitati.

Joseph Haydn
(1732 – 1809)

Franz Haydn (31 marzo 1732 - 31 maggio 1809) è stato un compositore e pianista austriaco. Uno dei maggiori compositori del periodo classico, è considerato il "padre" della sinfonia e del quartetto d'archi. Trascorse la maggior parte della sua lunga carriera in Austria, come musicista di corte presso la famiglia Esterházy.



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